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	<title>Politica e vita</title>
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	<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 07:47:56 +0000</pubDate>
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		<title>GAZA E LE CONVENZIONI DI GINEVRA</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 07:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	GAZA E LE CONVENZIONI DI GINEVRAPer secoli, il vincitore ha avuto ogni diritto sul vinto, sia militare che civile. Gli eserciti si sostenevano &ndash; per quanto riguardava il cibo e ogni altro bene &ndash; depredando i territori sui quali passavano e se vincevano una battaglia avevano il &ldquo;diritto&rdquo; di ammazzare i prigionieri, di rendere schiavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>GAZA E LE CONVENZIONI DI GINEVRA<br />Per secoli, il vincitore ha avuto ogni diritto sul vinto, sia militare che civile. Gli eserciti si sostenevano &ndash; per quanto riguardava il cibo e ogni altro bene &ndash; depredando i territori sui quali passavano e se vincevano una battaglia avevano il &ldquo;diritto&rdquo; di ammazzare i prigionieri, di rendere schiavi i vinti, oppure di uccidere tutti gli uomini e di stuprare le donne. Per poi magari uccidere anche loro. Né molto pi&ugrave; teneri erano con i commilitoni. Chi era ferito poteva essere lasciato morire. L&rsquo;accompagnamento musicale del dopo battaglia erano i lamenti dei feriti di cui nessuno o quasi si curava. Naturalmente parecchi lettori protesteranno, leggendo queste righe, come se le conseguenze devastanti del cancro fossero colpa dell&rsquo;oncologo che le descrive.<br />L&rsquo;umanit&agrave; ci ha messo veramente molto, per accorgersi che questa situazione era intollerabile. Ci sono voluti secoli e secoli, prima di arrivare a Florence Nightingale e alle Convenzioni di Ginevra. Finalmente s&rsquo;&egrave; fatta strada l&rsquo;idea che, se non si possono evitare le guerre, si possono almeno limitare quegli orrori che non sono utili alla guerra stessa. Si possono proteggere i prigionieri, perché ce ne sono da una parte come dall&rsquo;altra, e si pu&ograve; rispettare la popolazione civile, perché il suo eventuale massacro non conduce di per sé alla vittoria. <br />Gli obblighi nei confronti della popolazione civile hanno posto immediatamente il problema di riconoscerla e per questo s&rsquo;&egrave; stabilita la regola che la distinzione la fa il vestiario. I militari vestono in uniforme, i civili no. Nel film &ldquo;Il Pianista&rdquo; un ebreo polacco, miracolosamente scampato alle camere a gas, rischia di essere ammazzato dai russi solo perché un ufficiale tedesco gli ha regalato un cappotto e i soldati sovietici hanno giustamente tendenza a sparare a quel cappotto, chiunque ci sia dentro. <br />Naturalmente i civili non devono aggredire i vincitori. Sarebbe strano che, a fronte della piet&agrave; per gli inermi, gli inermi avessero poi il diritto di attaccare chi li ha risparmiati. Per questo, secondo le convenzioni internazionali, i civili che aggrediscono l&rsquo;esercito nemico non beneficiano dello status di prigionieri: se presi, sono immediatamente passati per le armi. Questo &egrave; durato, senza sostanziali problemi, fino a tutta la Prima Guerra Mondiale. <br />Purtroppo, considerando ormai intangibili certi principi, durante la Seconda Guerra Mondiale la popolazione civile si &egrave; creduta in diritto di prendere le armi contro l&rsquo;esercito invasore: l&rsquo;hanno chiamata resistenza. Naturalmente questo ha provocato ritorsioni, ma gli Stati che militarmente hanno perso la guerra hanno avuto interesse a glorificare i partigiani come la fiammella da cui sarebbe rinata l&rsquo;indipendenza nazionale. Inoltre i tedeschi si sono resi odiosi e si &egrave; dunque posta la pi&ugrave; ermetica sordina sull&rsquo;illegittimit&agrave;, sulla base delle Convenzioni di Ginevra, della lotta partigiana. Il caso dell&rsquo;Italia &egrave; stato ancora pi&ugrave; drammatico: essa ha perduto rovinosamente la guerra contro gli Alleati ed ha cercato di rifarsi una verginit&agrave; attaccando l&rsquo;ex-alleato. Ha dunque completamente dimenticato la legittimit&agrave; della rappresaglia proporzionata e ha fatto assurgere il partigiano senza divisa a mito nazionale. <br />Tutto questo contribuisce a spiegare la situazione attuale a Gaza e l&rsquo;atteggiamento dell&rsquo;opinione pubblica meno informata. Nel 1943-44, tedeschi in divisa, cattivi, e partigiani in borghese, buoni. Oggi israeliani in divisa, cattivi, e palestinesi in borghese, buoni. Ecco perché gli striscioni dicono: stella di Davide uguale svastica. Né il pensiero politico nazionale pi&ugrave; serio sa che cosa opporre, a queste sciocchezze. Per farlo, dovrebbe sconfessare la Resistenza e legittimare la rappresaglia, anche se quella degli israeliani non &egrave; tale in quanto non punisce intenzionalmente la popolazione civile. <br />Dominano sentimenti confusi e ricordi sfocati. Dal momento che si condannano le stragi naziste si condannano i soldati con la stella di Davide che sparano contro una casa da cui un cecchino ha sparato contro di loro. Ci potrebbero essere dei civili: quei soldati dovrebbero farsi sparare e basta.<br />Ecco perché Gerusalemme ha sempre torto. I palestinesi, per anni, hanno lanciato migliaia di razzi sulla popolazione civile e la comunit&agrave; internazionale non si &egrave; risentita: erano partigiani in borghese che sparavano sull&rsquo;invasore. Anche se l&rsquo;invasore in questo caso era una scuola o un condominio. Ancora oggi Israele propone ed attua una tregua ma i palestinesi lanciano altri razzi, perché loro hanno il diritto di toccare Israele mentre Israele non ha il diritto di toccarli. <br />Con le buone intenzioni, partendo da Florence Nithgingale, si &egrave; francamente andati troppo lontano.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it<br />18 gennaio 2009<br />Questo blog &egrave; ormai chiuso. Chi volesse continuare a leggere articoli di questo autore si rivolga a www.pardo.ilcannocchiale.it.</p>
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		<title>DIO ESISTE?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:20:24 +0000</pubDate>
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	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[	DIO ESISTE?Che cosa si penserebbe di un Congresso Filosofico Internazionale per discutere se sia meglio bere Coca Cola o Pepsi Cola? Naturalmente che i professori sono ammattiti. E questo giudizio perentorio non nascerebbe dall&rsquo;irrilevanza del problema &ndash; nient&rsquo;affatto secondario per le industrie interessate &ndash; ma dalla sua insolubilit&agrave;. I favorevoli all&rsquo;una o all&rsquo;altra bevanda in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>DIO ESISTE?<br />Che cosa si penserebbe di un Congresso Filosofico Internazionale per discutere se sia meglio bere Coca Cola o Pepsi Cola? Naturalmente che i professori sono ammattiti. E questo giudizio perentorio non nascerebbe dall&rsquo;irrilevanza del problema &ndash; nient&rsquo;affatto secondario per le industrie interessate &ndash; ma dalla sua insolubilit&agrave;. I favorevoli all&rsquo;una o all&rsquo;altra bevanda in fondo non potrebbero che dire: &ldquo;io preferisco questa&rdquo;, &ldquo;io preferisco quella&rdquo;.<br />A volte l&rsquo;insolubilit&agrave; dipende dal fatto che de gustibus non est disputandum, non bisogna discutere dei gusti, a volte il problema, pure razionale (il riscaldamento della Terra &egrave; di origine antropica?), &egrave; insolubile nel senso che non c&rsquo;&egrave; una dimostrazione che convinca pressoché tutti.<br />Il problema dell&rsquo;esistenza di Dio &egrave; razionale ma rimane razionalmente insolubile. A questa conclusione &egrave; giunto Immanuel Kant (che pure personalmente era credente) e da allora si &egrave; smesso di accapigliarsi. Chi vuole credere crede, chi non vuole credere non crede. <br />C&rsquo;&egrave; di pi&ugrave;. Credere o no nell&rsquo;esistenza di un Dio provvidenziale - che, diversamente dal Dio di Aristotele, si occupa di noi esseri umani &ndash; non &egrave; una questione meramente metafisica. Chi crede ha qualcuno cui rivolgersi, in caso di bisogno; pu&ograve; sperare che la morte non sia definitiva; pu&ograve; pensare che malgrado tutto Qualcuno dirige il destino dell&rsquo;umanit&agrave;; che alla fine ci sar&agrave; giustizia per tutti. Dunque rinunciare al Dio cristiano non sarebbe, per molti, solo cambiare un&rsquo;idea ma modificare in senso pessimistico l&rsquo;intera visione della vita. L&rsquo;ateo infatti &egrave; un orfano. Proprio per questo l&rsquo;iniziativa di scrivere sugli autobus la frase: &quot;La cattiva notizia &egrave; che Dio non esiste, quella buona &egrave; che non ne hai bisogno&quot; &egrave; in larga misura insulsa. Gli atei sprecano i loro soldi. Nessuno cambier&agrave; opinione per aver letto quella pubblicit&agrave;. I bacchettoni si indigneranno, come se fosse sconveniente mettere in dubbio l&rsquo;esistenza di Dio, per giunta facendo dell&rsquo;umorismo, i normali credenti, se persone di spirito, sorrideranno e basta. <br />L&rsquo;episodio &egrave; una buona occasione per osservare che le idee religiose e le idee politiche si presentano ai loro portatori con connotati di tale evidenza da indurre all&rsquo;intolleranza. Il credente non si capacita che si possa essere atei e il liberale che si possa essere comunisti: per questo tutti credono che, con qualche buona argomentazione, si metter&agrave; l&rsquo;altro con le spalle al muro. E invece ci&ograve; non avviene mai. Capita che ci si converta da un&rsquo;ideologia a quella opposta, ma la cosa avviene per ragioni esistenziali e lungo un arco di tempo notevole. L&rsquo;illuminazione sulla via di Damasco o &egrave; leggenda o &egrave; un caso raro. Tutto ci&ograve; che &egrave; legato all&rsquo;affettivit&agrave; &ndash; e Dio sa se la religione e la politica lo sono &ndash; &egrave; estremamente vischioso. Ecco perché i trattamenti psicoanalitici durano tanto: non si tratta di spiegare al nevrotico il meccanismo del male di cui soffre, si tratta di ricondizionarlo dal punto di vista affettivo. Ecco un esempio (di Michel de Montaigne) che vale per tutti: se dovessimo imparare a camminare su una tavola fra due edifici, al quarto piano, non basterebbe certo spiegarci che, cos&igrave; come sapremmo farlo se quella tavola fosse posata per terra, nello stesso modo possiamo farlo a quell&rsquo;altezza. Per impararlo &ndash; ammesso che ci riusciamo &ndash; avremmo bisogno di un bel po&rsquo; di tempo. L&rsquo;intelligenza e l&rsquo;emotivit&agrave; conducono spesso a conclusioni diverse ed &egrave; praticamente sempre la seconda a prevalere.<br />Non vorremmo che l&rsquo;iniziativa dimostrasse che gli atei, oggi, cominciano ad avere l&rsquo;atteggiamento tendenzialmente intollerante di chi si indigna per il fatto che gli altri la pensino diversamente. Deprecano, con ragione, l&rsquo;Inquisizione perché voleva imporre a tutti di credere e vorrebbero suggerire di non credere? Forse la frase giusta sarebbe stata: &ldquo;Dio esiste? Dio non esiste? Affari vostri&rdquo;. <br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, lo chiudo in data odierna. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />15 gennaio 2009</p>
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		<title>KEEP SMILING</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 07:24:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	Corso di riqualificazione per uomini. &Egrave; possibile orinare alzando la tavoletta e senza bagnare per terra? Esercizi di gruppo.Corso di riqualificazione per uomini. Come si pu&ograve; imparare a cercare le cose nel posto giusto senza buttare all&rsquo;aria tutta la casa? Forum aperto ai partecipanti.Corso di riqualificazione per uomini. &Egrave; veramente impossibile sedere e star zitti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Corso di riqualificazione per uomini. &Egrave; possibile orinare alzando la tavoletta e senza bagnare per terra? Esercizi di gruppo.<br />Corso di riqualificazione per uomini. Come si pu&ograve; imparare a cercare le cose nel posto giusto senza buttare all&rsquo;aria tutta la casa? Forum aperto ai partecipanti.<br />Corso di riqualificazione per uomini. &Egrave; veramente impossibile sedere e star zitti, mentre lei parcheggia fra due auto lungo un marciapiede? Lezioni al simulatore di guida.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />14 gennaio 2009</p>
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		<title>NONNA PILAR</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 17:20:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	NONNA PILARUn apologoForse perché di antico ceppo castigliano, Pilar i suoi ottantadue anni se li godeva in piena salute. Aveva una mente chiara e una gran voglia di vivere. Mangiava come un portuale, faceva spesso le scale a piedi, per arrivare al suo quinto piano, e, se non andava al cinema o a teatro, passava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>NONNA PILAR<br />Un apologo<br />Forse perché di antico ceppo castigliano, Pilar i suoi ottantadue anni se li godeva in piena salute. Aveva una mente chiara e una gran voglia di vivere. Mangiava come un portuale, faceva spesso le scale a piedi, per arrivare al suo quinto piano, e, se non andava al cinema o a teatro, passava le serate a giocare a ramino con amiche vecchie quanto lei. I parenti non la frequentavano pi&ugrave; anche perché, spesso, invece di essere la classica anziana signora grata della carit&agrave; di un po&rsquo; di compagnia, era sarcastica e dimostrava a tutti quanto fossero ignoranti e sciocchi. Era una rompiscatole: fra l&rsquo;altro, invece di essere tenera con i nipotini, pretendeva che fossero bene educati e non accettava di badare a loro neanche per un paio d&rsquo;ore. La soluzione che fece felici tutti fu la distanza. I parenti non andavano a trovarla e lei dimostrava in ogni modo che non aveva bisogno di loro. Fra l&rsquo;altro, era di abitudini sobrie e la sua piccola pensione le era pi&ugrave; che sufficiente. <br />Tutto sarebbe andato avanti cos&igrave; chiss&agrave; per quanto tempo se il diavolo non ci avesse messo la coda: da un giorno all&rsquo;altro un biglietto della lotteria regal&ograve; alla vecchia Pilar due milioni di euro. Due milioni di euro! E che poteva farne, un&rsquo;anziana come lei? cominciarono a chiedersi i parenti. Qualcuno concepiva che avrebbe magari potuto fare quel &ldquo;viaggio intorno al mondo&rdquo; di cui amava parlare ma con meno di diecimila euro di quei viaggi poteva farne uno o due. L&rsquo;unica cosa sicura &egrave; che non poteva tenere quel denaro per sé. Che farne, dunque?<br />Si riun&igrave; il consiglio di famiglia e parteciparono tutti i parenti, anche quelli che normalmente vivevano in Argentina. Costoro vennero dichiarando untuosamente che avevano da molto tempo in animo di venire a trovare i cari cugini. In tutto, poco meno di sessanta persone. Visto l&rsquo;argomento di cui si trattava, Pilar non fu invitata: si prevedeva un aspro scontro di interessi e non si voleva che lei assistesse ad un simile spettacolo. Anche se era ovvio che lei non avrebbe potuto tenersi tutto quel denaro, non sarebbe stato bello farle capire che si era troppo impazienti per aspettare che morisse. Il suo dovere morale era di far s&igrave; che i suoi discendenti beneficiassero subito della fortuna che era naturalmente destinata a loro, senza aspettare inutilmente per qualche anno. <br />Malgrado questa convergenza sui doveri di Pilar, il diavolo si fece di nuovo vivo durante la riunione. Credevano di essere partiti da idee condivise e invece la discordia fu presto evidente. Bisognava lasciare una parte della somma alla vecchia: ma quanto, esattamente? Il denaro doveva distribuirlo lei stessa o darlo ad uno di loro, che si occupasse della spartizione? Il massimo del contrasto, quello che spinse tutti ad alzare la voce, si ebbe per&ograve; a proposito del criterio di divisione: bisognava dividere come se si trattasse di un&rsquo;eredit&agrave; ab intestato, oppure semplicemente dando una quota uguale a tutti quelli che erano l&igrave;? E il cugino Alfredo con i suoi figli, che non era potuto venire, bisognava contarlo? E come reagire, se lei non fosse stata d&rsquo;accordo sul criterio di spartizione? Bisognava interdirla? &ldquo;Ma che dite, interdirla, quella farebbe interdire noi!&rdquo; Alla fine si fece mezzanotte e i vicini telefonarono chiedendo che il baccano cessasse. La seduta fu aggiornata.<br />I muri delle case moderne non garantiscono certo la segretezza e qualcuno rifer&igrave; il fatto all&rsquo;anziana. Pilar rise divertita. &ldquo;Mi avessero avvertita, gli avrei risparmiato la fatica&rdquo;, spieg&ograve;. Non avrebbe dato niente a nessuno. Si sarebbe tenuto tutto, esattamente. E questo significava che la discussione era stata molto, molto prematura. <br />Naturalmente, quando i parenti seppero la notizia, furono sbalorditi, rattristati, indignati, addolorati, sorpresi, sconvolti, arrabbiati. Si chiesero come passare al contrattacco. Si riunirono ancora. Qualcuno propose di punirla non andando pi&ugrave; a trovarla, ma cos&igrave; le si faceva un favore. Qualcun altro propose di farla decadere del titolo di nonna, ma ci si accorse che questo non &egrave; giuridicamente possibile. E comunque le sarebbe stato indifferente. Finalmente si decise che si sarebbe letto di domenica, sul sagrato, un documento in cui il comportamento di Pilar era definito immorale, egoista ed inumano. Pilar era una vecchiaccia avida e nessuno le avrebbe pi&ugrave; rivolto la parola, finché non avesse consegnato il denaro. Avida? rise qualcuno: ma non sono loro, che vogliono i soldi? I parenti si videro dare ragione da tutti, ufficialmente, ma in realt&agrave; molti lettori di giornali, a casa loro, con quella vicenda si facevano le pi&ugrave; matte risate. <br />Pilar and&ograve; ad abitare in un grande albergo, si mise a spendere a piene mani, sembrava ringiovanita ed era l&rsquo;immagine stessa della serenit&agrave; soddisfatta. Inoltre, faceva beneficenza a colpi di centinaia di migliaia di euro e si cap&igrave; che non avrebbe lasciato un centesimo a nessuno. Ai parenti non rimase che continuare a litigare fra loro.<br />A questo punto si deve rivelare che Pilar di cognome si chiamava Ricardo Villari.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />Chi vuol essere sicuro che il suo commento mi giunga, oltre ad inserirlo nel blog, me lo spedisca al superiore indirizzo e-mail.<br />12 gennaio 2009</p>
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		<title>KEEP SMILING</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:36:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	CORSO DI RIQUALIFICAZIONE PER UOMINICorso di riqualificazione per uomini. Fondamentali differenze fra la cesta della biancheria sporca e il pavimento circostante. Immagini esplicative e precisazioni.Corso di riqualificazione per uomini. Domanda: &ldquo;la carta igienica cresce direttamente nel suo sostegno, accanto alla tazza? Si consiglia di assistere alla tavola rotonda su questo argomento.Corso di riqualificazione per uomini. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>CORSO DI RIQUALIFICAZIONE PER UOMINI<br />Corso di riqualificazione per uomini. Fondamentali differenze fra la cesta della biancheria sporca e il pavimento circostante. Immagini esplicative e precisazioni.<br />Corso di riqualificazione per uomini. Domanda: &ldquo;la carta igienica cresce direttamente nel suo sostegno, accanto alla tazza? Si consiglia di assistere alla tavola rotonda su questo argomento.<br />Corso di riqualificazione per uomini. Come si diviene buoni accompagnatori della moglie in occasione delle compere? Esercizi di meditazione, relax e tecniche di respirazione.<br />Corso di riqualificazione per uomini. I veri uomini chiedono la strada, quando si sono persi. Esempi tratti dalla vita reale.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />Chi vuol essere sicuro che il suo commento mi giunga, oltre ad inserirlo nel blog, me lo spedisca al superiore indirizzo e-mail. <br />12 gennaio 2009</p>
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		<title>I MEDIA E ISRAELE</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 10:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[	I MEDIA E ISRAELE&ldquo;Come mai tutti, o quasi, i mezzi di informazione sono orientati in favore dei palestinesi?&rdquo; Si possono proporre parecchie spiegazioni.1)&nbsp;&nbsp; &nbsp;La prima risposta, e forse la pi&ugrave; intelligente, sarebbe: &ldquo;non lo so&rdquo;. E dimostrerebbe anche umilt&agrave;. Purtroppo non farebbe progredire il dibattito. Meglio azzardare delle ipotesi. 2)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Si pu&ograve; pensare che esista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>I MEDIA E ISRAELE<br />&ldquo;Come mai tutti, o quasi, i mezzi di informazione sono orientati in favore dei palestinesi?&rdquo; Si possono proporre parecchie spiegazioni.<br />1)&nbsp;&nbsp; &nbsp;La prima risposta, e forse la pi&ugrave; intelligente, sarebbe: &ldquo;non lo so&rdquo;. E dimostrerebbe anche umilt&agrave;. Purtroppo non farebbe progredire il dibattito. Meglio azzardare delle ipotesi. <br />2)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Si pu&ograve; pensare che esista in molti un antisemitismo sotterraneo: ma questo richiederebbe a sua volta una spiegazione e sarebbe soltanto un altro modo di porre la domanda iniziale.<br />3)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Un&rsquo;ipotesi pi&ugrave; seria &egrave; che l&rsquo;antisemitismo cattolico sia una traccia attardata di ci&ograve; che la Chiesa insegn&ograve; in passato per tanti anni: &ldquo;il popolo deicida&rdquo;, &ldquo;i perfidi giudei&rdquo;, &ldquo;che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli!&rdquo;, ecc.&nbsp; Ma dal momento che coloro che ricordano questi insegnamenti sono troppo pochi, la spiegazione &ldquo;teologica&rdquo; non regge.<br />4)&nbsp;&nbsp; &nbsp;C&rsquo;&egrave; poi il pregiudizio favorevole al debole e ostile al forte. Colui che parte battuto, l&rsquo;underdog, &egrave; sempre visto con simpatia. Ma neanche questa idea &egrave; plausibile. Innanzi tutto, l&rsquo;Italia &egrave; piena di iuventini, milanisti o interisti, anche se abitano a Trapani o a Lecce. In secondo luogo, quando nel 1967 da un lato c&rsquo;era il minuscolo Israele e dall&rsquo;altro l&rsquo;aggressione dell&rsquo;intero, immenso mondo islamico, chi era, il debole? E tuttavia molti erano contro Tel Aviv.<br />5)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Una osservazione stupefacente riguardo al favore di cui gode l&rsquo;underdog, &egrave; data in questo caso dalla facilit&agrave; con cui ai palestinesi si perdonano i misfatti pi&ugrave; ignobili: il massacro di atleti inermi a Monaco, l&rsquo;uccisione di bambini a Kyriat Shmon&agrave;, i civili usati come scudi umani e le donne incinte come kamikaze, i razzi sulle citt&agrave; di Israele, le armi nascoste nei condomini o nella ambulanze, ogni sorta di slealt&agrave;. Questo fa pensare che, mentre gli israeliani sono visti come &ldquo;europei&rdquo;, i palestinesi sono visti come selvaggi. Con incosciente razzismo, si perdona loro come si perdonerebbe ai coccodrilli o alle iene. Se si avesse per loro un minimo di rispetto, li si tratterebbe come si tratterebbe un italiano che facesse in Italia ci&ograve; che loro fanno in Palestina.<br />6)&nbsp;&nbsp; &nbsp;L&rsquo;atteggiamento favorevole ai palestinesi potrebbe essere collegato alla lunga stagione della decolonizzazione. L&rsquo;Europa s&rsquo;&egrave; battuta a lungo il petto per chiedere scusa del bene fatto nelle colonie ed &egrave; rimasta questa strana equazione per cui l&rsquo;uomo nero &egrave; buono e l&rsquo;uomo bianco &egrave; cattivo. Al punto che se l&rsquo;uomo nero uccide l&rsquo;uomo bianco la colpa &egrave; dell&rsquo;uomo bianco, che non gli ha insegnato ad essere migliore. Neanche questa ipotesi, tuttavia, regge, nel caso concreto. Gli ebrei in Palestina ci sono &ndash; pi&ugrave; o meno numerosi &ndash; da alcune migliaia di anni. E gli israeliani di oggi non sono una potenza occupante: sono autoctoni. Né avrebbero una madrepatria in cui rientrare.<br />7)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Un ulteriore collegamento si ha con la retorica della resistenza di popolo. Questa &egrave; stata ripetuta fino alla nausea, in Italia, per far finta che non siamo mai stati alleati della Germania nazista e che abbiamo vinto la Seconda Guerra Mondiale. Questa incredibile rimozione nazionale &egrave; troppo vasta, troppo condivisa ed ha troppe motivazioni per essere esaminata qui. Molti comunque, allevati con questa mentalit&agrave;, non capiscono perché, se da un lato bisogna giustificare i partigiani (irregolari deboli di fronte ai forti che ammazzavano dei tedeschi isolati a tradimento e senza indossare una divisa) non bisognerebbe essere a favore dei palestinesi: anche loro combattono senza divisa e compiono attentati. Non ci si chiede neppure chi abbia torto e chi abbia ragione, in Palestina. E nessuno cita le Convenzioni di Ginevra: non sarebbero compatibili col mito della Resistenza. <br />8)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Fra le ragioni di ostilit&agrave; da parte dell&rsquo;estrema sinistra, nei confronti di Israele, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;atteggiamento dell&rsquo;Unione Sovietica. Al riguardo bisogna ricordare che l&rsquo;Urss fu in un primo momento favorevole al nuovo Stato, che infatti nacque con il suo consenso. Quando poi gli interessi geopolitici spinsero Mosca a proporsi come paladina degli arabi, i comunisti italiani, obbedienti, seguirono le nuove direttive. Direttive che del resto ben si sposavano con tutti le pulsioni prima esposte. <br />9)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Uno dei motivi di severit&agrave;, nei confronti di Israele, &egrave; la diffusa disinformazione che nasce dalla propaganda antisemita e dalla naturale ignoranza della gente. Giornalisti inclusi. Molti credono che gli ebrei abbiano invaso la Palestina, mentre da un lato non l&rsquo;hanno occupata, perché sono sempre stati l&igrave;, dall&rsquo;altro non &egrave; mai esistita un&rsquo;entit&agrave; statale con quel nome. Prima c&rsquo;&egrave; stato l&rsquo;impero ottomano, poi l&rsquo;amministrazione britannica, poi la partizione dell&rsquo;Onu del 1948 e la grande Giordania. E Gaza apparteneva all&rsquo;Egitto, che ha rifiutato di vedersela restituire. Si potrebbe continuare per pagine intere, confutando mille leggende nere, storicamente infondate, ma sarebbe una fatica di Sisifo.<br />10)&nbsp;&nbsp; &nbsp;Infine, non ultima molla per essere favorevoli ai palestinesi &egrave; l&rsquo;ineliminabile tendenza ad essere eroici e generosissimi quando lo si pu&ograve; fare a spese altrui. Se i razzi cadessero sulle case degli italiani, vorrei vedere quanti di loro sarebbero cos&igrave; pronti ai distinguo, alla tolleranza, alla comprensione. Se fossero stati aggrediti nel 1948, nel 1967 e nel 1973, da eserciti determinati a cancellarli dalla faccia della terra, quanti sopporterebbero di sentirsi chiamare militaristi ed aggressivi? Tutti perdonano gli attentati che in passato hanno provocato tanti morti, in Israele, solo perché sono avvenuti lontano. Quando si perdonano gli assassini che hanno ucciso dei terzi non si sale sul piano della santit&agrave;: si scende su quello della complicit&agrave;.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Chi vuol essere sicuro che il suo commento mi giunga, oltre ad inserirlo nel blog, me lo spedisca al superiore indirizzo e-mail. <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />11 gennaio 2009</p>
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		<title>KEEP SMILING</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 12:42:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	CATTIVERIE SUI MASCHICome si definisce uomo dal bell&rsquo;aspetto, intelligente, colto e sensibile? Diceria.Come si chiama una donna la quale sa dove suo marito passa tutte le sue serate? Vedova.Che cosa dice un uomo, immerso nell&rsquo;acqua fino alla cintola, a chi gli pone un problema? &ldquo;Questo supera il mio livello di comprensione&rdquo;.Perché il 90% degli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>CATTIVERIE SUI MASCHI<br />Come si definisce uomo dal bell&rsquo;aspetto, intelligente, colto e sensibile? Diceria.<br />Come si chiama una donna la quale sa dove suo marito passa tutte le sue serate? Vedova.<br />Che cosa dice un uomo, immerso nell&rsquo;acqua fino alla cintola, a chi gli pone un problema? &ldquo;Questo supera il mio livello di comprensione&rdquo;.<br />Perché il 90% degli uomini non dorme subito, dopo il sesso? Perché deve tornare a casa.<br />Che cos&rsquo;hanno in comune gli uomini e gli spermatozoi? Il fatto che uno su un milione diviene un uomo.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it<br />&nbsp;Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />10 gennaio 2009</p>
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		<title>AVVERTENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 15:38:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>&nbsp;Se il testo che segue &egrave; indomprensibile, per la mancanza del corsivo, andare a leggerlo su www.pardo.ilcannocchiale.it<br /> Chi vuol essere sicuro che il suo commento mi giunga, oltre ad inserirlo nel blog, me lo spedisca al superiore indirizzo e-mail. <br /> Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br /> 9 gennaio 2009<br /> 
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		<title>SERGIO ROMANO ED ISRAELE</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 15:24:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[	Il testo &egrave; incomprensibile se nel blog non &egrave; riportata la differenza fra scrittura normale e corsiva. In caso di difficolt&agrave;, il testo &egrave; ben leggibile in www.pardo.ilcannocchiale.it.
	SERGIO ROMANO ED ISRAELEL&rsquo;ex-ambasciatore Sergio Romano ha, come tutti, le sue simpatie e le sue antipatie. Non &egrave; per&ograve; in malafede e per questo le sue opinioni vanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[	<p>Il testo &egrave; incomprensibile se nel blog non &egrave; riportata la differenza fra scrittura normale e corsiva. In caso di difficolt&agrave;, il testo &egrave; ben leggibile in www.pardo.ilcannocchiale.it.</p>
	<p>SERGIO ROMANO ED ISRAELE<br />L&rsquo;ex-ambasciatore Sergio Romano ha, come tutti, le sue simpatie e le sue antipatie. Non &egrave; per&ograve; in malafede e per questo le sue opinioni vanno sempre studiate con rispetto. Viene qui riportato, con qualche commento in corsivo, un suo articolo sulle colpe rispettive di Israele e dei palestinesi, apparso fra le &ldquo;lettere al Corriere&rdquo; (della Sera) di oggi, 9 gennaio 2009.<br />Cari lettori, <br />Vi sono almeno due modi per giudicare un conflitto e pesare le responsabilit&agrave; dei contendenti. Il primo &egrave; quello di ricostruire la dinamica delle vicende che hanno preceduto l&#8217;inizio delle ostilit&agrave;. Chi ha sparato per primo? Chi ha assunto l&#8217;atteggiamento pi&ugrave; provocatorio? La risposta a queste domande &egrave; indubbiamente: Hamas. L&#8217;organizzazione islamica che governa la striscia di Gaza ha denunciato la tregua e ha continuato a colpire con i suoi missili alcune citt&agrave; israeliane in prossimit&agrave; del confine. Sapeva che i suoi lanci avrebbero provocato una reazione israeliana, ma non ha rinunciato alle sue azioni offensive. Voleva una guerra e l&#8217;ha avuta. Il secondo &egrave; quello di allargare lo sguardo a un periodo pi&ugrave; lungo e di prendere in considerazione altri fattori. Israele ha occupato alcuni territori arabi nel 1967 e ha assunto in tal modo il controllo di una popolazione che ammonta oggi, complessivamente, a non meno di tre milioni e 300 mila abitanti. Romano omette di segnalare che Israele ci&ograve; ha fatto in seguito ad una guerra di cui non ha preso l&rsquo;iniziativa. Il piccolo paese &egrave; stato attaccato da molti paesi arabi coalizzati e si &egrave; salvato solo in virt&ugrave; del valore dei suoi combattenti. Se dunque dopo &egrave; rimasto su quelle terre, &egrave; stato per impedire che lo si potesse attaccare partendo molto pi&ugrave; da vicino. Tipico il caso delle Golan Heights. Se soltanto, dopo la guerra, i palestinesi della Cisgiordania avessero accettato di fare la pace, e fossero stati credibili, Israele non avrebbe chiesto di meglio che andarsene. Avrebbe persino permesso ai palestinesi di essere pendolari ed andare a lavorare in Israele, come avveniva prima, sfuggendo un po&rsquo; alla attuale, enorme miseria. Non li ha assorbiti all&#8217;interno della propria societ&agrave; perché avrebbero intollerabilmente diluito la sua natura di Stato ebraico. Non ha garantito a essi una reale autonomia perché ha permesso ai suoi cittadini di insediarsi nei territori occupati e di estendere le proprie comunit&agrave; occupando terre della popolazione locale: occupando o comprando? E poi, se Israele pu&ograve; tollerare entro le sue frontiere pi&ugrave; di un milione di musulmani, i musulmani non avrebbero potuto tollerare sulle loro terre qualche migliaio di israeliani? Pi&ugrave; oltre Romano parla degli israeliani che sono stati rimpatriati da Gaza, prima di ritirarsi da quel territorio: si tratta di ottomila persone. Ottomila persone da un lato contro oltre un milione dall&rsquo;altro, ecco i numeri in gioco.&nbsp; un fenomeno che ha avuto per effetto, oltre a numerosi espropri, Sui numerosi espropri si sarebbe lieti di avere maggiori, documentate notizie. l&#8217;instaurazione di controlli, blocchi stradali, corsie preferenziali per i cittadini della potenza occupante tutte cose che sono la conseguenza diretta della volont&agrave; di parecchi palestinesi di assassinare quanti pi&ugrave; israeliani sia possibile. Questo l&rsquo;ambasciatore non l&rsquo;ha notato. Chi non preferirebbe circolare tranquillo, piuttosto che sottostare a continui controlli?&nbsp; Ha ritirato 8 mila coloni dalla Striscia di Gaza, ma non ha riconosciuto la vittoria di Hamas nelle elezioni del gennaio 2006. Avrebbe dovuto riconoscere Hamas mentre Hamas nel suo statuto proclama che il suo scopo &egrave; quello di eliminare Israele dalla carta geografica? Ha stretto d&#8217;assedio la Striscia per diciotto mesi prima dell&#8217;inizio delle ostilit&agrave;. Non l&rsquo;ha stretta d&rsquo;assedio: ha impedito che ne uscissero terroristi per andare ad ammazzare innocenti in Israele. E infatti non si sono avuti praticamente pi&ugrave; attentati. Romano pensa che ci&ograve; dipenda dalla mitezza di Hamas? E ha adottato infine verso la popolazione civile lo stile di una tradizionale potenza coloniale. Israele non ha mai chiesto niente di meglio che la pace, cio&egrave; di andarsene. Una potenza colonialista vuole invece insediarsi nei territori conquistati. Israele qualche anno fa &egrave; arrivata fino ad offrire il 93% degli occupied territories e l&rsquo;offerta fu cos&igrave; generosa che, personalmente, fui grandemente sollevato quando Arafat disse di no. Mi ha colpito, ma non sorpreso, la lettura dell&#8217;articolo dello scrittore e giornalista israeliano Yossi Klein Halevi ( Corriere del 6 gennaio) che ha fatto servizio militare nella Striscia di Gaza durante la prima Intifada e scrive: &laquo;Il nostro contingente non solo arrestava i sospettati di terrorismo, ma trascinava la gente gi&ugrave; dai letti nel cuore della notte per costringerla a coprire di vernice le strisce anti israeliane e rastrellava persone innocenti, dopo un lancio di granate, giusto &quot;per far sentire la nostra presenza&quot;&raquo;. Unus testis nullus testis, ci&ograve; che dice un singolo non fa testo. Basterebbe ascoltare un&nbsp; comunista come Ferrero, un artista come Dario Fo, un fanatico come Beppe Grillo per farsi un&rsquo;idea del tutto sbagliata dell&rsquo;Italia. E poi, Romano cita qualcuno che definisce scrittore e giornalista! Se c&rsquo;&egrave; qualcuno di cui non bisogna mai fidarsi, in materia di politica, &egrave; un intellettuale. Lo stesso Bertrand Russel chiedeva la rinuncia unilaterale della Gran Bretagna all&rsquo;atomica, in piena guerra fredda. E chi ha dimenticato Tiziano Terzani che ha ammesso candidamente, anni dopo i fatti, di avere stravolto la verit&agrave;, riguardo a ci&ograve; che vide durante la guerra del Vietnam? E non &egrave; possibile dimenticare a questo proposito la distruzione delle case dove abitavano le famiglie dei guerriglieri Forma di grande civilt&agrave;. Distruggevano le case per punire senza uccidere e gli 11 mila detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, prigionieri di guerra, ma trattati come terroristi Chi dice che non lo siano? Per la legge internazionale, sono terroristi tutti coloro che portano armi senza indossare una divisa. E comunque si gradirebbero dimostrazioni e documenti. E molto strano &egrave; il fatto che questa denuncia non si sia mai sentita, da parte degli attivisti palestinesi. Romano ne sa pi&ugrave; di loro? e combattenti irregolari Combattenti irregolari? Lo ricorda l&rsquo;ambasciatore che chi imbraccia armi contro un esercito senza portare la divisa secondo le convenzioni internazionali &egrave; passibile di fucilazione sul posto e senza processo?. Tutta colpa di Israele? No. Al Fatah prima, Hamas e Jihad islamica poi hanno ucciso civili israeliani, compiuto attentati terroristici nelle citt&agrave;, deliberatamente provocato le reazioni di Israele, alimentato un ingranaggio che consentiva ai loro gruppi pi&ugrave; radicali di assumere la guida del movimento. Ma esiste in queste situazioni una legge politica a cui non &egrave; possibile sottrarsi. Le maggiori responsabilit&agrave;, in ultima analisi, sono sempre della potenza occupante. Visione morale e fuori dalla storia. La potenza occupante in passato a volte ha pressoché sterminato tutti gli abitanti (conquista di Gerusalemme da parte dei crociati), a volte ha scacciato tutti i precedenti abitanti (invasioni barbariche), ha volte si &egrave; comportata in maniera tale da provocare esodi di milioni di persone terrorizzate (avanzata dall&rsquo;Armata Rossa nell&rsquo;Est europeo durante la Seconda Guerra Mondiale), ecc. Romano del resto non si avvede che Hamas non chiede migliori condizioni di vita, chiede l&rsquo;eliminazione di Israele, e con ci&ograve; stesso le imputa la colpa di esistere, non quella di comportarsi male. Se 41 anni di occupazione non bastano a risolvere il problema, le conseguenze ricadono inevitabilmente sulle sue spalle.&nbsp; Ricadono sulle sue spalle se si comporta con umanit&agrave;, con troppa umanit&agrave;. Se avesse bombardato Gaza come gli inglesi e gli americani hanno bombardato Dresda, ben difficilmente i palestinesi avrebbero continuato con i razzi Qassam.<br />Esiste anche una seconda legge. Chi fa una guerra non pu&ograve; limitarsi a programmare le operazioni militari. Deve avere un progetto per il dopoguerra. Se l&#8217;obiettivo &egrave; sbaragliare Hamas, chi governer&agrave; la Striscia di Gaza dopo la fine del conflitto? Con chi fare la pace se non con quelli contro i quali si &egrave; combattuto? Sergio Romano si lamenta forse del fatto che Israele non gli abbia dato comunicazione dettagliata della propria tattica e della propria strategia, in questa occasione?<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />9 gennaio 2009</p>
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		<title>QUESTIONI LINGUISTICHE</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 09:09:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[	<p>Qui gladio ferit gladio perit &ndash; chi di spada ferisce di spada perisce &ndash; &egrave; una frase che si trova nel Vangelo, Matteo, 26,25. La frase &egrave; rivolta da Ges&ugrave; a Pietro, che aveva tagliato un orecchio ad un servo del sommo sacerdote (Giovanni, 18,23). L&rsquo;espressione significa soltanto che non bisogna passare alle vie di fatto perché non raramente colui che ne ha preso l&rsquo;iniziativa finisce col rimanerne vittima. Il monito naturalmente non va preso alla lettera, altrimenti ci si dovrebbe stupire che San Pietro sia morto crocifisso e non decapitato.<br />Per quanto riguarda gli accenti, qualcuno segnala le possibilit&agrave; di una tastiera tedesca ma a mia volta, con una normale tastiera, usando Word e Ascii, ottengo senza difficolt&agrave; le vocali seguenti: &Agrave;Á&Egrave;É&Igrave;ÍÓ&Ugrave;Ú &ndash; &agrave;á&egrave;é&igrave;íó&ugrave;ú &ndash; &Acirc;&Ecirc;&Icirc;&Ocirc;&Ucirc; &ndash; &acirc;&ecirc;&icirc;&ocirc;&ucirc; &ndash; &Auml;&Euml;&Iuml;&Ouml;&Uuml; &ndash; &auml;&euml;&iuml;&ouml;&uuml;. Per dare solo un esempio, &ldquo;&Egrave;&rdquo; si ottiene tenendo premuto Alt e battendo 212 sul tastierino numerico. E ci sono sistemi ancora pi&ugrave; semplici: per esempio, tenendo premuto Ctrl e maiuscole, battere prima ^ e dopo e: si ottiene &Ecirc;. Se, prima di battere &ldquo;e&rdquo;, si toglie il dito dalle maiuscole, si ottiene &ldquo;&ecirc;&rdquo;.<br />Gianni Pardo, giannipardo@libero.it <br />Chi vuol essere sicuro che il suo commento mi giunga, oltre ad inserirlo nel blog, me lo spedisca al superiore indirizzo e-mail. <br />Poiché su questo blog non ricevo un numero sufficiente di commenti, e forse non ho molti lettori, conto di chiuderlo a met&agrave; gennaio. Chi fosse ancora interessato ai miei scritti, me lo segnali oppure apra da oggi www.pardo.ilcannocchiale.it<br />9 gennaio 2009</p>
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